Burlesque Burlesque

Il Burlesque a Roma

Burlesque mon Amour

Scuola di Grazia, Portamento, Femminilità

Il Burlesque

 Vintage, piume e paillettes a portata di click

 

Show a little more,

Show a little less,

add a little smoke,

Welcome to Burlesque!

 

Così cantava Cher in Burlesque, il celeberrimo film che ha sdoganato l’arte della seduzione in Italia, a ridosso dell’apparizione nella kermesse sanremese della regina indiscussa del Burlesque mondiale, Dita Von Teese, nell’ormai lontano 2010.

Burlesque, arte della seduzione appunto, di quel vedo-non-vedo così squisitamente peccaminoso, delle attese disilluse, degli sguardi languidi, dei gesti sinuosi.

Burlesque, tripudio di piume, glitter, paillettes, merletti, nastri, trine e passamanerie.

Burlesque, giocosa danza di ammiccamenti e femminilità, dorato Olimpo di dive di altri tempi, Josephine Baker, Dixie Evans, Tempest Storme.

Burlesque Market nasce proprio con l’intento di abitare questo mondo meraviglioso, questo stile di vita, proponendo contatti e indirizzi utili per lezioni di addio al nubilato, formazione, workshop ed eventi privati.

 

burlesque: la storia burlesque: la storia

Storia e nascita del Burlesque: dall’Inghilterra ebbe origine tutto

 

Il Burlesque (letteralmente, dal francese, burlesco, grottesco, comico) affonda le sue radici nell’Inghilterra elisabettiana, a cavallo fra Sedicesimo e Diciassettesimo secolo. Era questo un genere di intrattenimento che faceva il verso a testi ed opere di un certo spessore drammatico e che, almeno agli esordi, poco o nulla aveva a che fare con lo spogliarello performativo per come lo conosciamo noi oggi.

Il carattere parodistico del Burlesque era il suo marchio di fabbrica, un siparietto leggero ed irriverente, spesso impiegato come  intrattenimento fra il primo ed il secondo tempo di un’opera teatrale. Una calzante testimonianza del Burlesque inteso come intermezzo satirico, è possibile ritrovarla in The Beggar’s Opera (L’opera del mendicante, 1728) di Jhon Gay, una divertentissima e sfacciata caricatura del melodramma italiano!

Cambiano i tempi, cambiano le regine, cambia la società. Ad Elisabetta succede Vittoria e sarà proprio l’età vittoriana (1837-1901) a far da cornice alla svolta dell’Arte del Burlesque. Dismessi i i panni della critica letteraria, il Burlesque comincia a diventare un genere di intrattenimento cabarettistico non più relegato ad intermezzo melodrammatico; comincia ad avere dei luoghi deputati, ossia i palcoscenici delle riviste, dove a farla da protagonisti erano ballerine, intrattenitori e cantanti, sempre e comunque fedeli al senso profondo della parola Burlesque: comicità, innanzitutto.

Burlesque e l'America Burlesque e l'America

Il Burlesque e l’America

 

Negli Stati Uniti il Burlesque nacque e si diffuse sotto auspici non propriamente favorevoli. Siamo intorno alla metà del Settecento, l’epoca della Prima Rivoluzione Industriale, uno scenario di povertà e difficoltà economiche pervade il Paese, lasciando poco spazio ad aspetti ludici e goliardici.

Dovremmo arrivare al 1865 per assistere ad una vera e propria trasformazione di stile, che conferì al Burlesque l’appellativo di spettacolo di divertimento per adulti. Le scene e le performances proposte sono sempre a carattere comico, ma inizia a farsi spazio la componente erotica, che affonda a pieno le mani nei siparietti basati sui doppi sensi.

A calcare le scene di questo fortunato periodo sono Lydia Thompson e la sua compagnia, The British Blondes, precursori del genere a suon di scalpore e pubblico in visibilio!

Ma il periodo d’oro del Burlesque deve ancora arrivare. Bisognerà attendere la fine dell’Ottocento per l’introduzione dello strip-tease e dei nudi scenici. Le parole d’ordine, da qui in poi, cominceranno ad essere: sensualità,ammiccamento, misura. Una triade vincente che, nel corso dei secoli, ha decretato la fortuna dell’Arte del Burlesque.

A stretto giro, grazie al Burlesque, divennero protagoniste della scena decine e decine di artiste di vario genere, che nell’Arte dello strip-tease  trovarono terreno fertile per riconvertire le proprie peculiarità performative di natura circense, coreutica, musicale, attoriale e simbolica.

In questo contesto di starlette va sicuramente menzionata Betty Page, la celebre precorritrice del genere Fetish, nonché icona dello stile pin-up. All’interno di questo contesto, il personaggio di Betty Page rappresenta sicuramente una bizzarrìa, in quanto, seppur spesso associata al panorama Burlesque, non ne ha mai realmente fatto parte: non si è, infatti, quasi mai esibita in vere e proprie performances di palcoscenico, bensì solo in ambito cinematografico, in alcuni film con la regia di Irving Klaw.

Col passare del tempo, il Burlesque è andato sempre più perdendo l’elemento satirico, trasformandosi in tutto e per tutto un genere di varietà.

i luoghi del burlesque i luoghi del burlesque

Tabarin e Vaudeville in Francia: i luoghi deputati del Burlesque

 

Il Tabarin, casa del Vaudeville; il Vaudeville, casa del Burlesque. Ma procediamo con ordine.

Siamo a fine Settecento, in Francia; il Paese è pervaso da un euforico ottimismo: riduzione della mortalità, pieno e rigoglioso sviluppo economico, benessere della classe media, grande agio di aristocrazia e nobiltà. Il terreno è sicuramente fertile e ricettivo verso su tutto ciò che innovativo, dissacrante, sfarzoso. È in questo contesto socio-culturale che si assiste alla nascita del Vaudeville, un generale teatrale basato sulla commedia leggera, composta di recitativo e cantato, di cui indimenticata e illustre portavoce fu Sarah Bernhardt, attrice teatrale e cinematografa francese ricordata come La Divina.

All’interno di un simile contenitore, non poteva che prosperare, rigoglioso, il genere Burlesque! All’epoca non aveva di certo la forma definita di arte performativa in quanto tale, ma andava delineando i suoi tratti attraverso la presenza di ballerine in succinte calzamaglie e cornici recitative allusive e maliziose.

Siamo a Parigi ed è l’inizio del Novecento quando il primo, vero Tabarin acquisisce fama internazionale. Dotato di un minuscolo palcoscenico e uno spazio antistante adibito a pista da ballo o ad ospitare tavoli, il Tabarini era l’omonimo di quello che oggi consideriamo un night o, per restare in tema, un caffè concerto. Un luogo che, a dire il vero, non godeva di un’ottima reputazione; stava infatti a significare un cabaret di cattivo livello, un posto con una scarsa qualità artistica.

Forte della propria origine popolare ( il termine deriva infatti dall’espressione francese voix de ville, voce della città), il Vaudeville sposò totalmente la vocazione del Tabarin, tanto da trasformarsi, durante il periodo della Belle Epoque, nel tanto declamato Cafè Chantant ottocentesco, fulcro dell’immaginario del panorama Classic Burlesque.

Varietà Burlesque Varietà Burlesque

La rivista italiana: il Varietà Burlesque del Bel Paese

 

Lo scenario è quello degli anni ’30, delle fotografie in bianco e nero, delle soubrette, delle compagnie itineranti. In questo contesto così fortemente immaginifico, nasce e si sviluppa in Italia il Teatro di Rivista, successore dell’Avanspettacolo e precursore di quella che sarà la Commedia Musicale.

Nel Teatro di Rivista ritroviamo tutte le caratteristiche tipiche del Vaudeville francese: recitato, danza, musica, siparietti umoristici e clichè erotici. In questo contenitore costruito a misura, si calibrano ad arte la maestrìa del genio Totò, al secolo Antonio De Curtis; dell’impareggiabile Ettore Petrolini; di Renato Ruscel e di molti altri mostri sacri della rivista italiana.

Il Teatro di Rivista è un modo di sognare, di abitare un mondo altro, complici le mastodontiche e meravigliose scenografie allestite per gli spettacoli, le sagaci battute dei comici mattatori e l’immancabile charme delle Sciantose, le dive maliziose e provocanti, bellissime e irresistibili: Anna Fougez, Isa Bluette, Wanda Osiris. Di Burlesque se ne parla nei corridoi e poco esplicitamente, ma ciò che ritroviamo nelle protagoniste di questo preciso momento artistico, di fatto, racchiude ed esalta tutte le peculiarità della meravigliosa Arte del Teasing.

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